Palio di Siena

E' d'obbligo una piccola premessa a questa sezione; ho ricevuto molti pareri contrari all'inserimento di una sezione dedicata al Palio, in un sito che in tutto e per tutto si schiera dalla parte del cavallo. Sono consapevole del fatto che in alcuni edizioni di questa corsa ci sono stati incidenti, sia per uomini che animali, e che spesso venga messa in discussione la sicurezza della pista. Il mio unico intento è quello di parlarvi di una tradizione vecchia di secoli, in cui il cavallo è il protagonista assoluto. Ho cercato di raccontarvi la storia di questa ricorrenza, per i senesi così importante ed emozionante, nel modo più obiettivo possibile; lascio a Voi il giudizio, ricordandovi che tutto in questo sito nasce da una grande appassionata e amante dei cavalli, che vuole unicamente celebrarne la bellezza e la storia del suo atavico rapporto con l'uomo.

palio di siena

Qualche cenno storico...

drappoIl Palio era anticamente un drappo riccamente intessuto o ricamato o dipinto, assegnato come premio al vincitore di gare che venivano disputate nel Medioevo e nel Rinascimento in alcune città italiane. Sin dal 13°secolo si hanno documenti che testimoniano la presenza di corse annuali collegate a determinate feste religiose: a Firenze si correva il Palio di S. Giovanni Battista, a Bologna quello di S. Pietro, a Ferrara quello di S. Giorgio. Queste gare durarono fino a metà del secolo scorso, ma la più nota perché più antica e tuttora in fiore, è quella del Palio di Siena, corsa fra le Contrade della città, consociazioni popolari a carattere rionale sorte nella metà del 15° secolo. All'inizio si contavano circa una sessantina di Contrade ma poi andarono diminuendo, fino al 1729, anno in cui venne emanato un bando dalla principessa Violante di Baviera che ne fissava 17, quelle tuttora esistenti: Aquila, Bruco, Valdimontone, Torre, Tartuca, Drago, Giraffa, Lupa, Nicchio, Chiocciola, Civetta, Istrice, Leocorno, Onda, Oca, Selva, Pantera. Il regolamento del Palio, fissato nel 1656, prevede che la gara si disputi il 2 luglio, festa della Madonna di Provenzano, ma dal 1701 è stata aggiunta anche la data del 16 agosto, in connessione con la festa dell'Assunzione. La corsa si svolge nella Piazza del Campo, dalla particolare forma a conchiglia, che per l'occasione si trasforma in un anfiteatro: intorno viene delimitata la pista coperta di tufo giallo bagnato per permettere ai cavalli di galoppare sul duro lastricato, e al centro si ammassano gli spettatori, sempre numerosissimi.


…e le Contrade
Siena conserva tutt'oggi la divisione in Contrade che svolgono un'attività notevole durante tutto l'anno; ognuna riunisce i cittadini appartenenti allo stesso rione come in una grande famiglia, il cui capo è il priore, coadiuvato da un consiglio direttivo chiamato seggio di cui fa parte il capitano, che durante il Palio rappresenta la personalità più importante che tratta coi fantini e cerca di preparare la vittoria. Le Contrade si riuniscono in locali vicini alla propria chiesa dove sono gli archivi e i trofei delle vittorie, e i 17 priori si raccolgono in un collegio permanente detto magistrato delle Contrade. Come già accennato, anticamente il numero delle Contrade era vario; oggi ne vengono sorteggiate 10, e quelle escluse nell'annata hanno il diritto di partecipare l'anno successivo, più altre tre che vengono tirate a sorte. Naturalmente tra le diverse Contrade esiste una certa rivalità ma alcune, in particolare, conservano antichi rancori e ancora oggi sono acerrime avversarie: Aquila-Pantera; Chiocciola-Tartuca; Civetta-Leocorno; Istrice-Lupa; Nicchio-Montone. Inoltre sia l'Oca che l'Onda sono nemiche della Torre. Bruco, Drago, Giraffa e Selva sono le uniche a non avere una diretta nemica. Tra quelle soppresse, vengono ricordate in particolare sei Contrade, che vengono simbolicamente rappresentate, durante il corteo storico, da sei cavalieri con l'armatura e l'elmo calata. Sono: Gallo, Leone, Orso, Quercia, Spadaforte, Vipera.


presentazionePrima…
 Presentazione dei cavalli Il Palio è una così grande manifestazione, che i preparativi vengono cominciati alcuni giorni prima e tutta la città vi partecipa attivamente. Importantissime sono le prove di notte che vengono fatte alle 5 di mattina due giorni prima della gara, ed hanno lo scopo di verificare le potenzialità dei cavalli. Una volta deciso quali cavalli saranno idonei per la partecipazione alla corsa, vi è un altro momento molto atteso dai senesi: la tratta, molto importante perché sono sorteggiati i barberi e spartiti tra le contrade. Naturalmente ognuna spera che possa disporre di un buon cavallo e già da questo momento si possono fare dei pronostici, evidenziando le Contrade favorite. La sera della tratta vengono affrontate sei prove di cui l'ultima generale, il cui esito non influisce sulla gara vera e propria ma l'unico scopo è di preparare cavallo e fantino alla carriera.


...durante... 
 messaIl giorno del Palio la città si sveglia molto presto. Anche se la gara deve ancora essere disputata girano già le voci del possibile vincitore, e verso quale contrada andrà il tanto ambito Palio.Ogni minimo dettaglio può avere un significato e nascondere una sorta di premonizione: i colori utilizzati per decorare il cencio possono essere i colori della Contrada che vincerà, la direzione in cui sventola la bandierina sulla Torre del Mangia potrebbe indicare verso quale parte della città andrà il Palio…tutto può far credere che in qualche modo la vittoria sia già destinata a qualcuno. La mattina l'animazione e l'emozione va crescendo e la città si trasforma in un feudo medievale; tutto è impregnato di una nuova essenza e il tempo è scandito dai forti rintocchi del Sunto, la grande campana della Torre del Mangia. Ai piedi di questa, viene celebrata la messa del fantino dall'arcivescovo di Siena, che invocherà la grazia e la benevolenza della Madonna affinché uomini e animali, fantini e cavalli, siano protetti durante la corsa. Segue la provaccia così definita in quanto nessun fantino prova davvero il suo cavallo, e poi la segnatura dei fantini che parteciperanno alla corsa. Questa importante momento avviene nel Palazzo Comunale, dove il Sindaco, i capitani e i fantini si riuniscono per leggere gli articoli più significativi del regolamento del Palio e per iscrivere ufficialmente i fantini. Da questo momento ogni contrada non potrà più cambiare o sostituire il proprio fantino nemmeno in caso di infortunio. Vengono fatti o confermati gli ultimi accordi e vengono fatte le ultime previsioni in vista della gara soprattutto per quanto riguarda chi dovrà partire di rincorsa cioè fuori dei canapi, che sono le spesse corde entro cui devono stare gli altri cavalli. La contrada che parte di rincorsa ha infatti un ruolo fondamentale, in quanto è lei a decidere quando entrare e quindi quando far iniziare la corsa. Alle prime ore del pomeriggio i giovani si vestono indossando ricchi abiti che evocano un tempo ormai passato ma che rivive in questa giornata speciale. Segue la benedizione del cavallo nell'oratorio di ogni contrada, un altro momento sacro che riempie di emozione l'atmosfera. La benedizione viene poi suggellata dall'incitamento del prete che sprona l'animale a dare il massimo: "Va e torna vincitore!". I giovani riccamente vestiti possono ora partire per recarsi lunghe le vie del centro per rendere omaggio ad importanti istituzioni senesi, nel cortile del Palazzo del Governo, in Piazza del Duomo. mossaIn seguito comincia a sfilare il corteo storico dal Palazzo del Governo verso la piazza. Talvolta l'ingresso può essere preceduto da un plotone di carabinieri a cavallo; seguono lo stendardo del comune, balzana bianca e nera, la fanfara della Signoria e i 36 vessilliferi con le insegne delle terre che furono sottomesse da Siena. Arriva poi il Capitano del popolo a cavallo condotto dal suo paggio e le comparse delle 10 contrade il cui passaggio è scandito dai tamburi. Procede quindi il fantino sul cavallo da parata e lo segue il destriero che dovrà correre coperto da una ricca gualdrappa; gli alfieri si esibiscono nelle sbandierate, lanciando i loro stendardi il più alto possibile, come se anche questa abilità possa condizionare l'esito della corsa. Il corteo prosegue con 12 paggi del Comune recanti festoni d'alloro, con le comparse delle 7 contrade che non correranno e infine il Capitano di giustizia seguito dai cavalieri con l'armatura e la visiera dell'elmo calata, che simboleggiano le 6 contrade soppresse. Ultimo passa il Carroccio, il carro trainato da buoi che porta il Cencio all'interno della piazza. Tutto è pronto per la corsa; i cavalli sono montati a pelo dai fantini, vestiti con i luminosi colori della contrada e armati di nerbo, una sorta di frustino che non solo permetterà loro di spronare il cavallo, ma potrà essere usato anche come una sorta di arma contro gli avversari. Naturalmente ognuno è provvisto di un caschetto chiamato zucchino che lo proteggerà sia dalle cadute che dalle nerbate.  Finalmente i fantini escono dal cortile dal Cortile del Podestà e si dispongono all'interno dei canapi secondo l'ordine che viene estratto con un meccanismo che garantisce segretezza e correttezza. Il decimo fantino sta fuori dai canapi e aspetta il momento propizio in cui entrare. Allora il mossiere fa cadere il canapo attraverso il meccanismo del verrocchio e i cavali partono come razzi incitati dalle urla del popolo. Tre giri del campo prima che il mortaretto segni la fine della corsa. Prima dell'arrivo i fantini devono lottare contro i dislivelli e contro le due curve più difficili: quella del Casato che precede l'arrivo (foto) e quella terribile di San Martino, che causa numerose cadute. Ma il bello del Palio è che la contrada può vincere anche se il cavallo è scosso ovvero senza fantino.


...e dopo.
Poco più di un minuto e tutto è finito. La piazza è invasa dalle urla del popolo e soprattutto dei contradaioli vincitori che accerchiano il fantino portandolo in trionfo. Gli viene consegnato il Palio e la bandiera della contrada vincitrice viene esposta a Palazzo Pubblico. Tutti insieme al suono dei tamburi si recano al Duomo cantando il Te Deum e la vittoria sarà festeggiata tutta la notte. (foto)

 

Curiosità sul Palio
curva· Nel 1713, Onda e Tartuga sono arrivate prime insieme e, non essendoci in questa manifestazione meccanismi come il fotofinish, che possano far capire chi sia veramente arrivato primo, il Palio è stato diviso a metà;
· I fantini prima della corsa si radunano nel Cortile del Podestà e qui parlano in gran segreto delle strategie di gara, e a nessuna telecamera è permesso riprendere queste conversazioni;
· La posizione nei canapi è un momento molto importante e delicato; si pensa che la posizione migliore sia quella vicino allo steccato;
· I nerbi utilizzati come frustino sono particolari tendini del bue che vengono essiccati;
· Sembra che ci siano dei simboli, dei segnali che svelano prima della gara il vincitore: la bandierina sulla Torre del Mangia indicherebbe la parte della città verso cui andrà il Palio; il colore predominante utilizzato per decorare il cencio sarebbe quello della contrada vincitrice; durante la sbandierata finale, l'alfiere che manda la bandiera più in alto avvantaggerebbe la propria contrada.
· L'unica donna che abbia mai corso nel Palio è stata Rosanna Bonelli, gareggiando per la contrada dell'Aquila nel 1957. Ma nonostante ciò gli altri fantini non hanno fatto differenze…anche lei si è presa qualche bella nerbata!
· Si dice che quando al Palio corrono i "4 verdi", cioè le 4 contrade la cui bandiera contiene il colore verde, () la carriera è particolarmente difficile.
· Nel Palio tutto è lecito…infatti ci sono stati episodi nel passato davvero clamorosi!Ad esempio per distrarre lo stallone della contrada avversaria, i canapi furono cosparsi di un odore uguale a quello emesso da una cavalla in calore. Potete immaginare come è andata a finire…Oppure una volta venne segato il filetto di un cavallo, in modo che, quando ha richiamato l'animale per affrontare la curva, il fantino si è trovato per terra senza saperne la ragione…

 

Ipse dixit

IL CAVALLO E' UN DONO DI DIO AGLI UOMINI.
(proverbio arabo).


UN CAVALLO, UN CAVALLO, IL MIO REGNO PER UN CAVALLO!
(Riccardo III - Shakespeare)

IL GALOPPO E' LA CURA PER OGNI MALE.
(B.Disraelli)

CAVALCARE TRASFORMA "VORREI" IN "POSSO".
(P.Brown)

NEL MONTARE UN CAVALLO NOI PRENDIAMO IN PRESTITO LA LIBERTA'.
(H.Thomson)

FRA LA SELLA E LA TERRA C'E' LA GRAZIA DI DIO.
(proverbio irlandese)

UN CAVALLO VALE PIU' DI OGNI RICCHEZZA.
(proverbio spagnolo)

L'ARIA DEL PARADISO E' QUELLA CHE SOFFIA TRA LE ORECCHIE DI UN CAVALLO.
(proverbio arabo)

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