Grandi del galoppo

Ribot

Ribot nacque il 27 febbraio 1952 e per ben tre anni (16 gare) rappresentò un campione italiano imbattibile. Tutto il suo ardore e la sua carica esplosiva li ha certo ereditati dalla madre, Romanella, una cavalla molto apprezzata per la sua conformazione fisica. Ottenne anch'essa numerose vittorie ma divenne sempre più difficile farla gareggiare per il suo carattere nevrile. Perciò fu deciso per lei un "marito" più calmo e placido che avrebbe potuto sfumare nel puledro tutto quella focosità. Ed ecco che da Tenerani nacque Ribot. Al cavallo non furono riconosciute subito le sue reali capacità tanto che non si sapeva se iscriverlo al Derby. Ma,il destino a volte è bizzarro, proprio quell'animale su cui all'inizio non avrebbe scommesso nessuno, stabilì un record strabiliante: 16 vittorie su 16 corse (la diciassettesima gli fu scaramanticamente risparmiata…). Una curiosità su questo fantastico animale era la sua capacità polmonare: aveva un torace impressionante tanto che fu necessario fabbricare una sella apposta perché chiudere il sottosella era diventato un problema. Altra stranezza era il suo modo di galoppare: era quasi sbilanciato e questa sua andatura si era ancora di più accentuata in seguito ad un incidente. Ma anche se non era proprio il ritratto dell'armonia muoveva quelle gambe più in fretta di qualsiasi altro cavallo. Senz'altro curioso è il rapporto che Ribot aveva con un altro cavallo Magistris che gli faceva da battistrada nei galoppi, inseparabile vicino di box e compagno di viaggi. Senza di lui probabilmente Ribot non avrebbe ottenuto tutti quei successi perché quando mancava Magistris era visibilmente nervoso e farlo lavorare era un dilemma.

ribot ribot e magistris

romanella tenerani

Nearco

A fianco del grande Ribot, forse un po' meno conosciuto, dobbiamo obbligatoriamente mettere anche Nearco un altro straordinario fuoriclasse. Entrambi terminarono la loro carriera imbattuti ed entrambi erano di proprietà tra i Tesio e il Marchese Mario Incisa della Rocchetta. Per Nearco la gloria comincia nel 1935, quando nacque nella scuderia Dormello-Olgiata, e già a due anni si mise in evidenza vincendo tutte le prove del calendario, tra cui ricordiamo Derby, Gran Premio d’Italia, Gran Premio di Milano. La ciliegina sulla torta fu infine col Gran Prix de Paris: una corsa di straordinaria importanza perché avrebbe fatto diventare Nearco un cavallo di fama internazionale. Come previsto, stracciò tutti il 26 giugno del 1938 e si consacrò quale stallone di immenso successo; naturalmente un campione di questo livello non poteva che garantire una prole di altrettante capacità ed è infatti considerato uno dei più grandi miglioratori del nostro secolo. Alla fine fu trasferito in Inghilterra e destinato alla riproduzione finché morì all'età di 22 anni nel 1957, lontano dalla sua patria ma nel cuore di tutti gli italiani.

nearco

 

Tornese

Nel galoppo italiano Ribot ha costituito sicuramente l'apice, il cavallo che più di tutti si merita il titolo di Sire italiano, nonostante oggi si stiano preparando soggetti di tutto rispetto. Diversamente sono andate le cose per quanto riguarda il trotto, dove infatti abbiamo vissuto grandi emozioni con il mitico Varenne. Ma molti, soprattutto i più appassionati, potrebbero dire che il "Capitano" non è altro che il successore di Tornese. Anch'esso infatti poté vantare numerosi successi e venne addirittura titolato cavallo leggendario, quasi al pari di Pegaso. Il "sauro volante", altro appellativo, nacque nel 1952 all'allevamento del Portichetto in provincia di Como e corse dal 2 agosto 1955 al 26 dicembre 1962, proprio il giorno di Santo Stefano, data in cui si riuscì a piazzarsi soltanto terzo; ma il cavallo aveva già la bellezza di 10 anni e quindi possiamo dire con certezza che il grande Tornese aveva corso "abbastanza"…(440 km circa!)e come se non bastasse aveva anche conseguito il primato del chilometro con 1min. e 15sec.. Alla fine della sua carriera il campione fu messo a riposo in un istituto ippico di Reggio Emilia, fino a che si ammalò e morì il 25 gennaio 1966. Ha disputato 198 corse di cui 23 all'estero, vincendone 127 e ha fatto guadagnare al suo proprietario Nino Manzoni la bellezza di 380 milioni circa. Drivers di grande fama hanno avito l'onore di guidarlo, come Brighenti, Santi e Ossani.

 

Ipse dixit

IL CAVALLO E' UN DONO DI DIO AGLI UOMINI.
(proverbio arabo).


UN CAVALLO, UN CAVALLO, IL MIO REGNO PER UN CAVALLO!
(Riccardo III - Shakespeare)

IL GALOPPO E' LA CURA PER OGNI MALE.
(B.Disraelli)

CAVALCARE TRASFORMA "VORREI" IN "POSSO".
(P.Brown)

NEL MONTARE UN CAVALLO NOI PRENDIAMO IN PRESTITO LA LIBERTA'.
(H.Thomson)

FRA LA SELLA E LA TERRA C'E' LA GRAZIA DI DIO.
(proverbio irlandese)

UN CAVALLO VALE PIU' DI OGNI RICCHEZZA.
(proverbio spagnolo)

L'ARIA DEL PARADISO E' QUELLA CHE SOFFIA TRA LE ORECCHIE DI UN CAVALLO.
(proverbio arabo)

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